La tv "buonista" di Fazio

11 AGO 20
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“Vieni via con me” di Fabio Fazio è un format televisivo originale, mapurtroppo, con buona pace di Endemol, non è esportabile. Perché in nessunaltro Paese del mondo la televisione ha la centralità esasperata che siritiene abbia raggiunto il suo utilizzo in Italia. Questo “vizio” dipartenza, costringe la “sinistra” televisiva a cercare l’antidoto allatv che addormenta la coscienze, in una tv che ha la pretesa di indirizzarle.Reagire alla tv che filtra, adultera o nega l’informazione, persostituirla con quella che si propone di fare formazione è un riflessopavloviano, che allontana l’uscita dal labirinto. Un percorso al terminedel quale, non rimarrà altro che il caustico interrogativo “ci salverannole vecchie zie?”, di longanesiana memoria. Poiché, anche le ideologiesono state declassate da Fazio/Leporello ad aria da opera lirica leggera:“Madamina, il catalogo è questo”. Al singolare, perché di fronte ad unofferta duplice, le liste non apparissero poi tanto diverse, nel timore chedal confronto potesse uscire un telespettatore disorientato, che poi sarebbea dire diversamente orientato, rispetto alla scrittura televisiva degliautori del programma.Eppure, la differenza tra la destra e la sinistra esiste, ma non sta nelladiagnosi largamente condivisibile della malattia. Non c’è bisogno deldottor House, per capire che la differenza risiede esclusivamente nellaterapia. Ma nella mise en scene delle liste, premeva soprattutto confonderela malattia ed il malato, senza mai pronunciarne il nome. Manierasemplicistica per dire: se muore il malato abbiamo debellato la malattia.Metodo “buonista” che consente a tutti di identificare la malattia comeuna cosa fuori da sé. Così da lasciare allo spettatore il conforto dellasperanza di un altro avvenire possibile. Un percorso decisamente più facile che provare ad indurre nello spettatoreuna più alta riflessione: non temo il Berlusconi in sé, ma piuttosto ilBerlusconi in me.